?

Capita che talvolta nella vita ci sia una sola domanda che vorresti avesse una risposta: “mi passerà?”

Vorrei tornare agli anni ’90, quando suonava il telefono fisso di casa e solo rispondendo realizzavi, sentendo la voce, chi ti aveva cercata.

Poteva succedere che il cuore sussultasse o che invece si chiudesse, però era bello. L’emozione arrivava improvvisa, venivi presa allo sbaraglio e tutto, ma proprio tutto, aveva un altro sapore.

Oggi ci sono le notifiche. Hanno semplificato tutto. Eppure mancano le emozioni.

L’emozione di ricevere una lettera, una telefonata, di perderci in uno sguardo. Di cercare una persona e fare di tutto per incontrarla di nuovo.

So solo che avrei fatto davvero “follie” stavolta, perché era da tantissimo che non sentivo il cuore agitarsi così. Ed ho capito che non ne vale la pena. Perché non solo non ci sono stupide notifiche … ma nemmeno sorrido più pensandoci.  

I film si guardano al cinema od in televisione. Non nel cuore. 

LIFE GOES ON …

Whether you choose to move on and take a chance in the unknow.
Or stay behind, locked in the past, thinking of what could’ve been.
Questa è una delle più belle consapevolezze che si possano avere nella vita.
“La cosa buffa di certi giorni è che passano. Come tutti gli altri.” (Cit. Nihil Scio)

Già … passa tutto. Passano le ore, i giorni, i mesi e gli anni.
E passano anche le delusioni, le illusioni.
C’è sempre un nuovo equilibrio da conquistare e ciò che davvero conta è non stare fermi ancorati a ciò che non è stato a ciò che vorresti accadesse.

Sono state settimane un po’ complesse queste … ho dovuto prendere atto di una delusione da chi ritenevo un grande Amico e diradare l’illusione che avevo alimentato probabilmente male interpretando certi atteggiamenti.

Tra le due ciò che è stata più pesante da digerire è senza alcun dubbio la delusione.
Una persona che porti in palmo di mano, per la quale in venti e più anni di amicizia hai solo speso belle parole e di migliori non ne avresti potute trovare nemmeno sfogliando l’intero dizionario.
Eppure chissà cosa è scattato nella testa di questo “amico” che , oltre ad avermi definito “pazza da curare”, ha ricamato come un’abile sarta abiti che non mi sono mai appartenuti.

Ed accetto, a malincuore, che la menzogna abbia sempre due complici. Chi la racconta e chi gli crede. Non credo uno dei due sia più responsabile dell’altro. Credo semplicemente che devo essere grata anche di quanto successo in tal senso. Apro gli occhi e mi giro dall’altra parte per proseguire la mia strada. Senza nemmeno desiderare un confronto.

Il male gratuito quando arriva da persone a cui hai sempre voluto un bene dell’anima è senza possibilità di appello per quanto mi riguarda. Pace e bene.

L’illusione … beh … sono più portata ad interagire con insetti ed animali. C’è una comprensione reciproca che nasce dall’istinto di fidarsi l’una degli altri.
Questo è un aspetto che ancora non sono riuscita a sviluppare con il genere umano … o meglio, io la fiducia la do anche subito, salvo poi fare un po’ di passi indietro e cambiare completamente direzione.

Le uniche attenuanti che mi riconosco sono frutto della mia solita ingenuità. Sono priva di malizia e tendo a tener conto del mio metro di misura nel considerare le persone che ho intorno.
Pertanto ci sono stati atteggiamenti che mi hanno indotta ad alimentare questa illusione … ed amen. Evidentemente ci sono soggetti che amano divertirsi e scherzare in questo modo. Prendo le distanze, consapevolmente. E non comprendo che queste persone sono sincere solo quando stanno in silenzio.

Buona vita ai sarti di vite altrui ed a chi crede loro.

“Ho voglia di perversioni. Ad esempio parole oneste ed emozioni sincere.” (cit. Poison)

 

L’ape

Siete mai stati scelti da un’ape?
Siete mai stati baciati da un’ape?

Io posso rispondere dì sì ad entrambe le domande.
Mi era già accaduto con altri insetti, spesso con le farfalle, di recente con una giovane mantide religiosa e ieri con un’ape.

Dico sempre che la mia maestra di vita è la natura e non posso che confermare una volta in più che è davvero così.
Ho imparato ad osservarla con metodica attenzione, ho provato ad ascoltarla talvolta abbracciando gli alberi, altre avvicinandomi agli insetti ed agli altri animali che incontravo. E sì … ha sempre qualcosa da spiegarmi, trova sempre il modo di meravigliarmi, specialmente nelle giornate in cui tendo a mettere in discussione molto di me stessa. Perché mi sento sbagliata in questa società umanoide, penso di non centrare proprio nulla con la maggior parte delle persone che incontro, fatte salve le poche che considero amiche e di cui mi fido in modo assoluto.

Così in questi giorni in cui mi sono rinchiusa nel mio guscio, un po’ come fanno i paguri quando sentono di volersi proteggere da ciò che non conoscono intorno a loro, mi ha offerto innumerevoli possibilità di osservare e capire.

Tutto inizia venerdì mattina.
Mi sveglio prestissimo, prima ancora del sorgere del sole. Sono nervosa, ma il mio è un nervoso che scaturisce da una specie di rassegnazione e dalla quasi certezza che la natura non sia ancora riuscita a spiegarmi un aspetto della vita che spesso mi sono ritrovata innanzi. La cattiveria. Gratuita ed incomprensibile.

Cosa spinge le persone ad essere cattive? A godere nell’intaccare felicità e sogni altrui?

E queste domande che vagabondavano nella mia testolina, facendosi largo tra la tanta segatura che evidentemente c’è, sembravano non trovare alcuna risposta alimentando così questo principio di malumore che sentivo nascere dentro di me.
Ho così pensato che avrei dovuto impegnarmi in qualche attività fisica per distogliere la mente dai pensieri ed occuparla così nel gestire movimenti del corpo.
Sono uscita in passeggiata con Muffin ed al ritorno a casa ho ritenuto che un tuffo nell’acqua fresca avrebbe in qualche modo spento almeno per un po’, il bruciore provocato da questa ansia interrogativa.

Mi sono tuffata e … vespe annegate. Una piccola strage in quel piccolo specchio d’acqua.
Le ho prese e lasciate in mezzo all’erba del prato … ed io sono fatta male lo so. Sono forse eccessivamente sensibile o forse so quanto sia preziosa la vita. La mia e quella di qualsiasi altra forma vivente.
Ho provato sincero dispiacere nel vedere quelle vespe morte. Probabilmente il caldo torrido che attanaglia tutti noi umani, mette a dura prova anche loro così come tanti altri insetti ed animali.
Che dispiacere sapere che per bere e salvarsi invece sono morte annegate.
Così ho pensato che avrei dovuto trovare una soluzione.

Ho preso una vaschetta di alluminio, l’ho riempita d’acqua e l’ho messa in una zona del giardino in cui solitamente c’è ombra per buona parte del giorno.
Meraviglia! Nel giro di qualche ora c’era un via e vai di vespe ed altri insetti che andavano a bere per poi rimettersi in volo.

E qui la natura mi ha sganciato un primo indizio.
Ovvero che dovrei cercare di non concentrarmi sul male che ritengo di aver ricevuto, bensì impegnare il mio prezioso tempo per fare qualcosa di buono per qualcun altro.
Avevo il sorriso stampato in faccia nel constatare che in qualche modo la buona azione, seppur non verso un essere umano, l’avevo compiuta.

La giornata di venerdì era poi trascorsa tra alti e bassi così come quella di sabato, un po’ meno domande, ma per certo una insana presunzione nel voler tirare conclusioni e mettere un punto finale a qualsiasi tipo di contesto.

Ieri, domenica, la sorpresa, ovvero l’ape.

“Ciò che dai ti torna indietro” e succede nei modi più impensabili.

Me ne stavo distesa sul lettino ad osservare il cielo quando ad un certo punto ho sentito il tipico ronzio delle api avvicinarsi sempre di più a me.
Mi sono girata ed ho visto un’ape tra i fili d’erba … e d’istinto le ho avvicinato il dito.
IMG_6890
Sì, ho sperato che capisse che non la stavo minacciando in alcun modo perché la paura che potesse pungermi la sentivo. E se mi avesse punto a rimetterci purtroppo sarebbe stata lei più di me.
Lei piano piano si è arrampicata sull’unghia e quindi ha iniziato a leccarmi il dito e camminare su e giù. Sono riuscita a prendere il telefono con l’altra mano e scattare un po’ di foto e dopo un paio di minuti è volata via.

La natura mi ha ringraziata a modo suo, con una sua portavoce, l’ape, per aver offerto la piscina per insetti :-D
IMG_6888
Tuttavia non è questa la lezione che voleva impartirmi.
Ciò che ha voluto io comprendessi era ben altro, ovvero il concetto di “Amore”, di voler bene.
Devono sussistere due condizioni nello stesso momento per parlare di Amore e di bene verso se stessi e gli altri.
Ci deve essere assoluta fiducia e totale assenza di paura.
Sono due elementi che non possono coesistere.
IMG_6887Ho scelto di dar fiducia all’ape come lei ha scelto di darla a me, pur reciprocamente sapendo che c’era da parte mia il rischio di essere punta e da parte di lei il rischio di morire.

Ciò che proviamo dentro lo trasmettiamo fuori di noi. I nostri pensieri, le nostre emozioni danno vita a vibrazioni, ad energie che consapevolmente o meno, si possono percepire all’esterno.
Gli insetti e gli animali conservano probabilmente ancora inalterata la capacità di percepire tutto questo … e questa è la ragione perché hanno iniziato a fidarsi di me. Sanno che li amo davvero e non vorrei mai e poi mai metterli in difficoltà.IMG_6885

Un giorno, forse non troppo lontano, riuscirò a non avere più paura degli umani … e forse mi sentirò più “giusta” anche nella loro società.

Per ora ho capito che continuerò a voler bene ed ad amare in silenzio. Che cercherò per ogni cattiveria ricevuta di concentrarmi su una buona azione da compiere …. e se non altro, darò un senso al tempo. Un senso bello, come piace a me.

Namasté ♥

ORA

Chi vuol esser lieto sia: del domani non c’è certezza” scriveva Lorenzo de’ Medici.
Già … esiste solo ora. Oggi. Ed io ormai da qualche anno ho la presunzione di essere riuscita nell’intento di vivere il noto “hic et nunc”senza restare impigliata al passato e senza aspettarmi più nulla dal domani, consapevole di non avere certezza di esserci in quel domani. Ed il mio non vuole essere pessimismo … no assolutamente. Si chiama realismo e resto pur sempre un’inguaribile ottimista.

La vita, la mia, ha un qualcosa di magico, di incantevole ed appena si accorge che sto diventando troppo presuntuosa, mi sbatte in faccia l’inaspettato e così in men che non si dica mi riporta umilmente con i piedi per terra. Mi riporta alla mia condizione naturale.
Alla mia (in)sana capacità di lasciare che il cuore rapisca la mente e la costringa ad andare dove mai aveva osato, a spingerla oltre il limite della ragione e convincerla che non c’è nulla di male nel lasciarsi trasportare dai sogni. Sogni che provano a dipingere un futuro che fino ad un attimo prima hai sempre cercato di dimenticare.
Io non dimentico di avere un passato, dimentico di avere un futuro. Così mi concentro su ciò che sto vivendo, mi ci dedico al 100% con anima e corpo.

Ed eccomi qui … a vedere in un attimo crollare tutta questa mia “saggia consapevolezza”.
Eccomi qui a fare forse la cosa più bella del mondo, quella che ha accompagnato la mia infanzia e buona parte della gioventù. Fantasticare. Sì con il rischio che restino appunto solo fantasie con nessun appiglio alla realtà. Pazienza … non si muore per aver sognato troppo, semmai si rischia di non vivere se non si hanno sogni. Giusto?

Oggi sono ingarbugliata. Sono un groviglio di emozioni, di sensazioni, di presente che si ostina a cercare indizi nel passato che possano in qualche modo alimentare il futuro.
E se la smettessi di pensare per esempio?
Se semplicemente riprovassi a tornare al mio così bello “qui ed ora”.
Se provassi a fingere di non averlo conosciuto?
Se provassi a convincermi che non esiste?
E questo anno di attesa? Un’attesa che in dei conti aveva le sembianze di una domanda … e mi pare di avere avuto la risposta.
Sì, magari non mi piace granché come risposta … senza davvero volerlo ho sperato in qualcosa di diverso, ma ammetto che è stato bello così.

Sono state settimane queste in cui sono tornata bambina.
Con la stessa ingenuità che avevo allora … con quella lucina negli occhi di chi è capace di osservare solo le cose belle.
E le cose belle che conserverò sono tantissime. Quelle che sono successe e che mi hanno fatto sentire il cuore implodere dentro dalla gioia incontenibile che provava.

Come gli sguardi che si sono incrociati ed occhi in cui mi sono persa … come se mi fossi tuffata in uno specchio d’acqua e sotto di questo fosse  comparso un mondo magico ed emozionante.
Come quella mano che mi sono ritrovata stretta per simulare il bastone del limbo … e mi sentivo come “paralizzata”, quel contatto fisico mi aveva spiazzata.
E la cosa più straordinaria è che dopo anni di aridità interiore ho finalmente compreso che sono ancora capace di emozionarmi, di provare qualcosa per qualcuno anche se non corrisposta … e per questo posso solo dire GRAZIE. Sono viva ed il mio cuoricino pieno di botte e cicatrici è più forte della mia razionalità al punto da voler scardinare la convinzione che la solitudine, quella che a me piace tanto, forse non è perfetta.

Io cazzo … incapace di spiaccicare parola.
Io incapace di sorridere con naturalezza e rigida come una colonna di cemento armato che nemmeno il passare del tempo potrebbe smuovere.

Già … questa sono proprio io. Ero così da piccola. E sono tornata ad esserlo ora.
Tutta colpa del cuore.

Una lettera

Per me.
Scrivo una lettera per me, così per sempre la leggerò.
Scrivo una lettera per me, così ogni tanto riderò. Così ogni tanto piangerò.

Ci sono un sacco di cose che faccio in modo casuale, anzi forse vivo proprio in modo casuale.
Apro i libri a caso, faccio partire la musica a caso … arriva in qualche modo un messaggio a cui do una mia interpretazione.

Così prima ho avviato “random” la musica nel telefonino ed ecco partire questa bella canzone di Luca Carboni … sì, mi sono presa la libertà di modificare un pochino una parte del testo perché come al solito scrivo a me stessa. Per rileggermi domani, forse tra un mese od un anno … o forse mai, chissà.

Nonostante la mia non più tenera età, oggi credo di aver realizzato un aspetto particolare di me.
Parlo un sacco, chi mi conosce sa che potrei parlare per ore ed ore di tutto e niente senza dar cenni di stanchezza.
E così oggi, mentre girovagavo in macchina ed ascoltavo musica, mi sono ritrovata come al solito a fare un’auto-seduta di psicanalisi.
Perché parlo così tanto? Perché non riesco, non dico spesso, ma almeno qualche volta, a stare in silenzio quando sono con altre persone?

Ed ho trovato la risposta.
Io tendo a depistare chi ho intorno. No, non è mentire, semmai è non voler spogliarsi e lasciar intravvedere la propria anima per quella che davvero è.

Sono così da sempre probabilmente … le cose, le emozioni davvero importante le ho sempre scritte e mai dette a voce.
Timidezza?
No.
Paura, autodifesa. Mi proteggo.

Oggi guardavo le nuvole che si ingrossavano nel cielo alimentate da un vento sempre più forte.
Me ne stavo là a filmare, a scattare foto, incurante che in qualsiasi momento il tempo sarebbe potuto diventare in qualche modo pericoloso.
Eppure ero come paralizzata, in bilico tra emozioni contrastanti che stavo provando di fronte alla potenza della natura.
Quel cielo incazzato tanto mi inquietava quanto mi affascinava.

Esattamente come mi sento in certi contesti, quando mi ritrovo davanti a chi mi accende il cuore. E la paura mi blocca facendomi tacere queste belle sensazioni mentre il fascino mi spinge a scrivere, a trasportare la bellezza di ciò che sento in parole che resteranno scritte per tutte le volte che vorrò rileggerle.

Già … ci sono situazioni che ti tengono in balia di emozioni di estremi opposti … e basterebbe prendere la corda ed unire le due estremità. Così non ci sarebbe più un inizio ed una fine.

Un giorno forse riuscirò ad  unire i due estremi.

40! … con Amore ♥

 

♪ ♫ ♪ happy birthday to me ♪ ♫ ♪

♪ ♫ ♪ happy birthday to me ♪ ♫ ♪


“Quarant’anni è un’età “terribile”. Perché è l’età in cui diventiamo quello che siamo.”
[Charles Péguy, Victor-Marie]

Arrivo a questa splendida “tappa” estremamente entusiasta.

Ogni tanto penso tra me e me che sono stata una conquista difficile e complicata.
Ci ho messo davvero quasi quarant’anni ad innamorarmi di me stessa.

Quanto mi sono fatta soffrire, quanto mi sono odiata e messa in discussione … quante lacrime mi sono fatta versare, quante volte mi sono messa il bastone di traverso e ho costruito ostacoli con la sciocca convinzione che mi avrebbero offerto obiettivi alibi per non provarci una volta in più.
Quante ferite mi sono inferta con le più stupide motivazioni … in nome talvolta di un “amore” che affermavo di provare per altri tranne che per me stessa.

Eppure  per ogni volta che mi sono chiusa le porte in faccia, che mi sono sganciata il due di picche, che mi sono demolita emotivamente e psicologicamente, che mi sono buttata via convinta di essere ormai ridotta in infiniti frammenti non più ricomponibili, ho (ri)trovato la voglia di insistere e provarci ancora ed ancora, sempre in modo diverso.
A volermi bene. Ad Amarmi esattamente nel modo in cui dico di Amare ciò che mi circonda. In modo libero ed incondizionato.

Ho preteso molto, forse troppo da me. Un corteggiamento d’altri tempi quello verso me stessa, un corteggiamento in cui ho alternato momenti di dolcezza a momenti di pura violenza e rabbia. Perché non ero il riflesso di ciò che desideravo. Di me, in me.

In questi anni mi sono allontanata da alcune persone ed avvicinata ad altre. Mi piacerebbe fare il nome di tutte coloro che ho piacevolemte scoperto, sia nella realtà quotidiana che in quella virtuale,  di quelle che ci sono da sempre nonostante la mia incomprensibile/ingiustificabile incostanza e di quelle che ho ritrovato con immensa Gioia del cuore!  Sapete benissimo chi siete, non c’è forse nemmeno bisogno di elencarvi! 
E così arrivo oggi innamorata più che mai della mia vita, di me e di queste persone che mi circondano, mi sopportano e mi supportano al di là di tutto. VOI! 

Mi sento un’anima immensamente felice.
E sono grata a me stessa, per non aver desistito nonostante tutto e molti, per essere stata testarda ancora più che arrendevole.

Una bella persona, pochi giorni fa mi ha scritto questa splendida riflessione:

“Le cose si fanno per paura o per Amore. Basta scegliere l’Amore.”

E penso, guardandomi indietro, di aver davvero scelto così … di aver fatto qualsiasi cosa scegliendo l’Amore.

Questo mi permette oggi di dire: ne è valsa la pena. Rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto e scelto per essere la persona che oggi sono. 

A quarant’anni posso dire finalmente di essere diventata ciò che sento di essere davvero.

Per me.

Lo sottolineo e lo scrivo in grassetto perché questa è stata la mia conquista più grande.
Consapevole che non voglio e non mi interessa essere il riflesso altrui, che non mi importa di piacere o meno ad altri, che fa niente se ognuno avrà un’opinione positiva o negativa nei miei confronti … Si chiama libertà di essere se stessi e vale per me come per qualsiasi altra anima che si incontra in questa vita terrena.

Sono io.
Con le mie contraddizioni, con i miei paradossi e con il mio essere pendolare tra estremi che non sembrano nemmeno appartenere alla stessa anima.
Alternando silenzi assordanti e pieni di tutto a parole senza fine che non dicono nulla.
Alternando lacrime di sconforto ad urla di gioia.

Rincorrendo pezzi di tempo solo miei, di quella solitudine in mezzo alla natura che è ossigeno per la mia Anima, oppure tuffandomi in quella “socialità” fatta di Amici, Amiche, Conoscenti che riescono a dare un senso ed un valore immenso al mio tempo diventando così ossigeno per il mio Cuore.

Io sono così. Qui ed ora.

Una quarantenne felice, grata ed innamorata follemente di questa magnifica vita.

Ogni giorno. Ogni ora. Ogni istante che ho la benedizione di viverla.

Oggi mi faccio gli auguri, ma non festeggio il compleanno. 

Oggi celebro la Vita. Il regalo più straordinario che quotidianamente ricevo e che spero di continuare a ricevere a lungo. 

Buon 17 ottobre, buon oggi, buona vita a me pazza Glo ed a tutti Voi che siete magnificamente Unici e preziosi ❤️

 

“Once upon a time … “

Quando manca la parola più importante. Insieme.

Quando manca la parola più importante. Insieme.

Iniziano così tutte le favole più belle che ci hanno raccontato quando eravamo bambine. E terminano con l’altra ben nota frase “e vissero per sempre felici e contenti”.

Non specificano insieme. Così, giusto per precisare. Siamo noi, nella nostra testolina ad aver tratto questa conclusione. Perché nella realtà, nella vita di tutti i giorni, sono più i casi in cui il finale consiste nel vivere felici e contenti ognuno per i fatti propri.

 

“Go hard or go home!”


We can’t have another bad year

You gonna get to the point where enough is enough

It’s much easier to come up with excuses

or why you can’t do it

If you do what is easy your life will be hard

If you do what is easy

Complain about your situation or circumstances

Surrender and give up on your dreams

Become depressed, and bitter, and angry

Anybody can do that!

If you do what is easy, your life will be hard.

But if you do what is hard

keep coming back again and again and again

Get up dressed everyday

Take life on

Taking life by the collar

You say YES

I WILL DO IT

I CAN DO THIS

And you’ve said to yours: I am willing to face the NO-s

I am willing to people laugh at me

I am willing to gut this out

I am willing to make this happen

IT’S MY TIME

It’s possible

It’s necessary

It’s hard

It’s WORTH it

I am gonna do whatever it takes

I can do it if anybody has ever done it in any point in time and history

Then what’s possible for one

It’s possible for me

And I am gonna do it

And if you do that over and over and over again …

YOUR LIFE WILL BE EASY

Funziona così

Almeno a me pare.

Si torna sempre al solito concetto, quello dell’iceberg. C’è una parte in teoria visibile a tutti indistintamente ed una parte, la più grande, che solo taluni riescono a notare … perché richiede una certa profondità di carattere, di pensiero, per volersi e potersi spingere un po’ sotto la superficie e capire qualcosa di più delle persone.

Succede che magari dei “campanelli d’allarme” li lanci anche dalla punta dell’iceberg, a parole qualcuno pure si prende la briga di rispondere, forse senza nemmeno cognizione di causa … forse solo perché fa “figo” dare un cenno, far finta di ascoltare ed essere attenti. Poi nei fatti non ti fila nessuno … anzi, peggio che peggio ciò che avevi palesato diventa degno di attenzione solo quando scappa il morto, il morto che non può più parlare. Ed allora la domanda te la poni: “Se mi avessero ascoltato quando sollevavo la questione, magari le cose sarebbero andate diversamente?” Forse sì, forse no. Però probabilmente con la coscienza pulita si sarebbe potuto affermare: “ci abbiamo provato”.

Ci si prova solo poi, ci si prova quando c’è visibilità intorno ad un determinato contesto. Nel mentre, chi ti dispensa sorrisi e belle parole per soddisfare più un suo ego che dare un sostegno reale, se ne fotte di te.
Non ha capito niente, anzi non ha voluto capire nulla.

Non sa come passi le tue giornate, non sa di cosa è condito il tuo lavoro, di lacrime e sacrifici che quotidianamente fai, non sa una beata minchia delle battaglie che ogni giorno affronti … e ciò nonostante, si prende il diritto, la libertà, di giudicare. Di sentenziare. Di stabilire secondo il suo metro di misura quali dovrebbero essere le tue priorità. A tue spese ovviamente, mica a spese altrui.

Bella questa visione. Bella davvero.
Valori ed ideali che esistono solo a parole, perché pronunciate suonano bene, diventano una cornice probabilmente interessante per un’immagine che diversamente passerebbe inosservata.

Sì, sono fatta male, sono proprio uno schifo con questo mio idealismo … che non ha nulla a che fare con la coerenza, io sono piena zeppa di contraddizioni, io cambio idea anche da un minuto all’altro se il contesto in cui sono si modifica al punto tale da far scricchiolare valori in cui mi riconosco. Non a parole, bensì con i fatti.

E sia chiaro … non mi aspetto proprio nulla dalle persone, le uniche aspettative le nutro verso me stessa. Quindi quando un soggetto mi sbatte in faccia pensieri del tipo che “tu avresti dovuto … da te mi sarei aspettato … etc…. etc … etc …” mi viene l’orticaria.

Andate gentilmente a fanculo. Ognuno risponde alle proprie priorità, alla propria vita. E smettetela di essere così superficiali da trasformarvi in giudici di esistenze che non solo non conoscete fino in fondo, ma nemmeno vi siete mai presi la briga di provare a capirci qualcosa in più.

Felice week end!

peace & love

g.