40! … con Amore ♥

 

♪ ♫ ♪ happy birthday to me ♪ ♫ ♪

♪ ♫ ♪ happy birthday to me ♪ ♫ ♪


“Quarant’anni è un’età “terribile”. Perché è l’età in cui diventiamo quello che siamo.”
[Charles Péguy, Victor-Marie]

Arrivo a questa splendida “tappa” estremamente entusiasta.

Ogni tanto penso tra me e me che sono stata una conquista difficile e complicata.
Ci ho messo davvero quasi quarant’anni ad innamorarmi di me stessa.

Quanto mi sono fatta soffrire, quanto mi sono odiata e messa in discussione … quante lacrime mi sono fatta versare, quante volte mi sono messa il bastone di traverso e ho costruito ostacoli con la sciocca convinzione che mi avrebbero offerto obiettivi alibi per non provarci una volta in più.
Quante ferite mi sono inferta con le più stupide motivazioni … in nome talvolta di un “amore” che affermavo di provare per altri tranne che per me stessa.

Eppure  per ogni volta che mi sono chiusa le porte in faccia, che mi sono sganciata il due di picche, che mi sono demolita emotivamente e psicologicamente, che mi sono buttata via convinta di essere ormai ridotta in infiniti frammenti non più ricomponibili, ho (ri)trovato la voglia di insistere e provarci ancora ed ancora, sempre in modo diverso.
A volermi bene. Ad Amarmi esattamente nel modo in cui dico di Amare ciò che mi circonda. In modo libero ed incondizionato.

Ho preteso molto, forse troppo da me. Un corteggiamento d’altri tempi quello verso me stessa, un corteggiamento in cui ho alternato momenti di dolcezza a momenti di pura violenza e rabbia. Perché non ero il riflesso di ciò che desideravo. Di me, in me.

In questi anni mi sono allontanata da alcune persone ed avvicinata ad altre. Mi piacerebbe fare il nome di tutte coloro che ho piacevolemte scoperto, sia nella realtà quotidiana che in quella virtuale,  di quelle che ci sono da sempre nonostante la mia incomprensibile/ingiustificabile incostanza e di quelle che ho ritrovato con immensa Gioia del cuore!  Sapete benissimo chi siete, non c’è forse nemmeno bisogno di elencarvi! 
E così arrivo oggi innamorata più che mai della mia vita, di me e di queste persone che mi circondano, mi sopportano e mi supportano al di là di tutto. VOI! 

Mi sento un’anima immensamente felice.
E sono grata a me stessa, per non aver desistito nonostante tutto e molti, per essere stata testarda ancora più che arrendevole.

Una bella persona, pochi giorni fa mi ha scritto questa splendida riflessione:

“Le cose si fanno per paura o per Amore. Basta scegliere l’Amore.”

E penso, guardandomi indietro, di aver davvero scelto così … di aver fatto qualsiasi cosa scegliendo l’Amore.

Questo mi permette oggi di dire: ne è valsa la pena. Rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto e scelto per essere la persona che oggi sono. 

A quarant’anni posso dire finalmente di essere diventata ciò che sento di essere davvero.

Per me.

Lo sottolineo e lo scrivo in grassetto perché questa è stata la mia conquista più grande.
Consapevole che non voglio e non mi interessa essere il riflesso altrui, che non mi importa di piacere o meno ad altri, che fa niente se ognuno avrà un’opinione positiva o negativa nei miei confronti … Si chiama libertà di essere se stessi e vale per me come per qualsiasi altra anima che si incontra in questa vita terrena.

Sono io.
Con le mie contraddizioni, con i miei paradossi e con il mio essere pendolare tra estremi che non sembrano nemmeno appartenere alla stessa anima.
Alternando silenzi assordanti e pieni di tutto a parole senza fine che non dicono nulla.
Alternando lacrime di sconforto ad urla di gioia.

Rincorrendo pezzi di tempo solo miei, di quella solitudine in mezzo alla natura che è ossigeno per la mia Anima, oppure tuffandomi in quella “socialità” fatta di Amici, Amiche, Conoscenti che riescono a dare un senso ed un valore immenso al mio tempo diventando così ossigeno per il mio Cuore.

Io sono così. Qui ed ora.

Una quarantenne felice, grata ed innamorata follemente di questa magnifica vita.

Ogni giorno. Ogni ora. Ogni istante che ho la benedizione di viverla.

Oggi mi faccio gli auguri, ma non festeggio il compleanno. 

Oggi celebro la Vita. Il regalo più straordinario che quotidianamente ricevo e che spero di continuare a ricevere a lungo. 

Buon 17 ottobre, buon oggi, buona vita a me pazza Glo ed a tutti Voi che siete magnificamente Unici e preziosi ❤️

 

“Once upon a time … “

Quando manca la parola più importante. Insieme.

Quando manca la parola più importante. Insieme.

Iniziano così tutte le favole più belle che ci hanno raccontato quando eravamo bambine. E terminano con l’altra ben nota frase “e vissero per sempre felici e contenti”.

Non specificano insieme. Così, giusto per precisare. Siamo noi, nella nostra testolina ad aver tratto questa conclusione. Perché nella realtà, nella vita di tutti i giorni, sono più i casi in cui il finale consiste nel vivere felici e contenti ognuno per i fatti propri.

 

“Go hard or go home!”


We can’t have another bad year

You gonna get to the point where enough is enough

It’s much easier to come up with excuses

or why you can’t do it

If you do what is easy your life will be hard

If you do what is easy

Complain about your situation or circumstances

Surrender and give up on your dreams

Become depressed, and bitter, and angry

Anybody can do that!

If you do what is easy, your life will be hard.

But if you do what is hard

keep coming back again and again and again

Get up dressed everyday

Take life on

Taking life by the collar

You say YES

I WILL DO IT

I CAN DO THIS

And you’ve said to yours: I am willing to face the NO-s

I am willing to people laugh at me

I am willing to gut this out

I am willing to make this happen

IT’S MY TIME

It’s possible

It’s necessary

It’s hard

It’s WORTH it

I am gonna do whatever it takes

I can do it if anybody has ever done it in any point in time and history

Then what’s possible for one

It’s possible for me

And I am gonna do it

And if you do that over and over and over again …

YOUR LIFE WILL BE EASY

Funziona così

Almeno a me pare.

Si torna sempre al solito concetto, quello dell’iceberg. C’è una parte in teoria visibile a tutti indistintamente ed una parte, la più grande, che solo taluni riescono a notare … perché richiede una certa profondità di carattere, di pensiero, per volersi e potersi spingere un po’ sotto la superficie e capire qualcosa di più delle persone.

Succede che magari dei “campanelli d’allarme” li lanci anche dalla punta dell’iceberg, a parole qualcuno pure si prende la briga di rispondere, forse senza nemmeno cognizione di causa … forse solo perché fa “figo” dare un cenno, far finta di ascoltare ed essere attenti. Poi nei fatti non ti fila nessuno … anzi, peggio che peggio ciò che avevi palesato diventa degno di attenzione solo quando scappa il morto, il morto che non può più parlare. Ed allora la domanda te la poni: “Se mi avessero ascoltato quando sollevavo la questione, magari le cose sarebbero andate diversamente?” Forse sì, forse no. Però probabilmente con la coscienza pulita si sarebbe potuto affermare: “ci abbiamo provato”.

Ci si prova solo poi, ci si prova quando c’è visibilità intorno ad un determinato contesto. Nel mentre, chi ti dispensa sorrisi e belle parole per soddisfare più un suo ego che dare un sostegno reale, se ne fotte di te.
Non ha capito niente, anzi non ha voluto capire nulla.

Non sa come passi le tue giornate, non sa di cosa è condito il tuo lavoro, di lacrime e sacrifici che quotidianamente fai, non sa una beata minchia delle battaglie che ogni giorno affronti … e ciò nonostante, si prende il diritto, la libertà, di giudicare. Di sentenziare. Di stabilire secondo il suo metro di misura quali dovrebbero essere le tue priorità. A tue spese ovviamente, mica a spese altrui.

Bella questa visione. Bella davvero.
Valori ed ideali che esistono solo a parole, perché pronunciate suonano bene, diventano una cornice probabilmente interessante per un’immagine che diversamente passerebbe inosservata.

Sì, sono fatta male, sono proprio uno schifo con questo mio idealismo … che non ha nulla a che fare con la coerenza, io sono piena zeppa di contraddizioni, io cambio idea anche da un minuto all’altro se il contesto in cui sono si modifica al punto tale da far scricchiolare valori in cui mi riconosco. Non a parole, bensì con i fatti.

E sia chiaro … non mi aspetto proprio nulla dalle persone, le uniche aspettative le nutro verso me stessa. Quindi quando un soggetto mi sbatte in faccia pensieri del tipo che “tu avresti dovuto … da te mi sarei aspettato … etc…. etc … etc …” mi viene l’orticaria.

Andate gentilmente a fanculo. Ognuno risponde alle proprie priorità, alla propria vita. E smettetela di essere così superficiali da trasformarvi in giudici di esistenze che non solo non conoscete fino in fondo, ma nemmeno vi siete mai presi la briga di provare a capirci qualcosa in più.

Felice week end!

peace & love

g.

Ciò che resta …

Love is the Answer.

Love is the Answer.


I ricordi. Le immagini di ciò che è stato. I fotogrammi di emozioni vissute.
“… e che se ci pensi siamo solo di passaggio …”.

Già, ci pensiamo magari qualche volta, tuttavia non lo ricordiamo così spesso dal permettere a noi stessi di avere quello che, con il senno di poi, dovrebbe o potrebbe essere il giusto approccio a questa nostra vita.

Siamo impercettibili soffi nell’eternità.
Per qualcuno la vita si trasforma in una disavventura, per altri è una delle avventure più incredibili da fare. Io sposo la seconda opzione, nonostante tutto e tutti. Ho imparato grazie ad ematomi, ferite, cadute rovinose, che niente e nessuno ha il diritto di togliermi l’entusiasmo e la voglia di vivere. Mi sono pure fatta un tatuaggio per ricordare bene questo mio nuovo modo di vivere.

Le persone prima o poi se ne vanno, fisicamente parlando … il corpo è solo un involucro che contiene la nostra anima. Almeno per chi crede che esista una vita oltre quella che definiamo “morte”.

Eppure, si può continuare a vivere anche poi, in questa dimensione fisica. Si può vivere nei ricordi che abbiamo lasciato a chi è rimasto qui, perché non è ancora arrivato alla fine del suo viaggio.
Si può vivere ancora nelle emozioni che si provano ricordando ciò che è stato, i momenti belli, le risate, ma anche le lacrime talvolta versate e che siamo stati in grado di asciugare a chi non aveva più la forza di resistere.

Non si è mai davvero pronti a salutare fisicamente una persona che si è amata in questa vita, non si è mai pronti sia che questa manchi all’improvviso, sia che in presenza di segnali chiari sul decorso di uno stato fisico che l’anima non poteva più sopportare.

Ciò che resta? La possibilità di abbracciare queste persone nei propri pensieri, nei propri sogni, nei momenti di preghiera. Ed è una splendida opportunità, perché significa che possiamo attingere alla nostra memoria e se possiamo affidarci alla memoria allora vuol dire che questa persona ha lasciato un’emozionante orma nel nostro cuore.

Tutto il resto è privo di alcuna importanza. Me lo ripeto ormai da qualche anno che la vita è altro … ed è esattamente tutto ciò che ci perdiamo mentre rincorriamo una quotidianità che non ci emoziona, che non ci lascia impronte positive, che non ci fa sussultare il cuore nel ricordarla poi.

E mi sono detta che non voglio questo per me. Quando toccherà a me voglio credere che l’ultima parola che potrò, se non sussurrare, almeno pensare in cuor mio, sia GRAZIE.

GRAZIE. Perché ho vissuto fino in fondo e perché ho amato e sono stata amata.

Salutami tutti Lassù … siete una bella ed allegra compagnia ormai … se non vi spiace, spero di raggiungervi il più tardi possibile, ho ancora qualcosa da combinare qui, soprattutto qualcosa di buono :)

Ciao zietto caro … ora ti so felice e finalmente in pace di nuovo abbracciato al tuo adorato figlio ♥

La scelta

loveeeVolevo essere la scelta, non l’alternativa, anche se sentivo di amare oltre ogni modo.L’amore non è né una pretesa né un’elemosina e se non basta l’amore di entrambi per condurre alla scelta reciproca allora prendete la vostra vita e portatela altrove, dove possa attecchire, dove possiate essere la scelta di qualcuno. Io lo so, non è facile e il duro non è capire che sia così, il duro è accettarlo e attendere il tempo che questa verità sia assimilata dal nostro vivere. Siate la scelta, non l’alternativa perché è l’atto d’amore ultimo che possiate fare verso voi stessi e verso chi non sa, non vuole, non può scegliervi.”

Poco fa ho letto questa riflessione ed era impensabile che non ne restassi affascinata.

Siate la scelta, non l’alternativa

Credo di essere sulla buona strada, nel senso che meglio da sola che l’alternativa di soggetti che nella vita sono incapaci di scegliere … che vivono in una specie di limbo in cui credono di stare bene perché non sono responsabili di nulla, meno che meno di loro stessi.
Gli uomini che non sanno scegliere sono semplicemente come miseri oggetti che il mare trasporta qui e la … senza una direzione, in balia di onde, vento e maree … e vengono tirati su dal primo passante che lungo la spiaggia li reputa degni di attenzione, senza magari apprezzarne un possibile valore intrinseco (sempre che ne abbiano uno … si trova tanta di quella pattumiera ormai lungo i lidi da far rabbrividire anche chi non è un ambientalista!).

Ci pensavo in questi giorni … perché io penso sempre, anche quando non vorrei … ma mi piace immaginare la mia vita, il mio oggi ed il mio domani, a prescindere poi dalla piega che prenderanno certi eventi, dalle deviazioni che dovrà fare, dai bivii nei quali mi imbatterò … sta di fatto che nella mia esistenza, volente o nolente, mi sono sempre ritrovata a dover scegliere, a scegliere di fronte a non scelte altrui … per evitare di essere l’alternativa per l’appunto e non la vera scelta, per evitare di restare ferma, per evitare di imboccare percorsi che non sentivo adatti a me solo come conseguenza della paralisi altrui …

Ho letto un sacco di libri sul tema de “La legge dell’attrazione” e devo constatare che più proseguivo le letture e più mi chiedevo come fosse possibile che proprio io avessi attratto ciò che assolutamente NON volevo nella mia esistenza, nelle mie giornate. Eppure così è andata … ho attratto ciò che proprio non volevo. Perché?

Ero più concentrata evidentemente nel sapere ciò che non desideravo per me, senza capire ciò che in realtà volevo … e si sa, quanto meno leggendo questi libri (che possono essere più o meno condivisibili, ci mancherebbe), che “l’universo” o chi per esso non riconosce la parolina “NON” …
Quindi il mio pensiero, il mio atteggiamento focalizzato sul “non voglio questo”, “non vorrei accadesse quello”, etc etc …, funzionava esattamente come catalizzatore di tutto ciò che arrivava dopo la parola NON.

Compreso questo che si fa? Beh … si cambia … si inizia a filtrare i pensieri negativi ed a concentrare l’attenzione su aspetti positivi … e magari, se si ha avuto la “fortuna” di aver attirato proprio ciò che non si voleva, ci si può dare un colpo sulla spalla e complimentarsi: ora almeno si ha ben chiaro davvero cosa succede e cosa si rischia dimenticando ciò che si desidera.
Io di colpi sulla spalla dovrei darmene parecchi, ora davvero sono nella condizione di aver quanto meno più chiare le idee.

A volte sospiro e guardo il cielo lassù … durante il giorno così come di notte quando è ricamato di stelle .. e forse sogno, forse mi illudo … magari la verità è che sto bene da sola perché ho il timore di mettere in gioco fino in fondo me stessa, ho la paura di creare legami stabili … che ne so … insomma, l’idea di un “noi” mi ha sempre terrorizzata anche quando c’era l’Amore vero e reciproco (tanti anni fa questo … e talvolta ho come l’impressione che me ne sia rimasto ancora … non so …) … perché? Va beh … non ha importanza ora, prima o poi lo capirò.

Il punto è un altro … forse ho un’idea di “Uomo” difficilmente riscontrabile nella realtà moderna.
Per me l’Uomo deve essere Uomo …  dov’è finito il corteggiamento? Dove sono le piccole attenzioni che fanno sussultare il cuore? Dove sono i fatti prima delle parole? E gli inviti inaspettati? Le telefonate … i fiori che arrivano in ufficio nel bel mezzo della giornata, come mi era accaduto anni fa … le lettere improvvisate che ti fanno sentire davvero di essere una scelta e non una banale alternativa …
Io queste cose le ho fatte … mi sono comportata spesso da “Uomo” perché sono una romanticona, perché l’Amore va coltivato e dimostrato … non può essere banale, altrimenti una/o vale l’altra/o … ed anche se non fosse poi “Amore”, io resto dell’idea che un quadro è bello con la cornice … ci vuole un contesto per ogni situazione, altrimenti è come bere un caffè direttamente dalla moka … scomodo e nemmeno così gustoso.

L’Uomo deve avere una marcia in più, un passo avanti alla donna … non so come spiegarlo, ma sarei tendenzialmente “conservatrice” per quanto riguarda i rapporti sentimentali.
La donna che funge da Uomo, quella che decide, quella che fa e si fa accompagnare da un uomo che non sa nemmeno cambiare una lampadina in casa o farsi un biglietto per un viaggio … beh … sono tristi, cioè non le donne, ma questi tipi di “ometti” che senza la segretaria probabilmente non sanno nemmeno farsi un caffè alla macchinetta.

Saranno in via di estinzione? No no … esistono, solo che si stanno adeguando alla domanda … il cane che si mangia la coda: l’offerta è quella che è perché si è adattata ad una domanda tutto sommato superficiale … e quando la domanda è tanta, il marketing insegna che l’offerta punta più sulla quantità che sulla qualità. Ecco spiegato perché il genere maschile diventa sempre più scadente e gli “Uomini” sono sempre più rari e preziosi …  in giro davvero ci sono sempre più “Mr. Multiproprietà”. Rabbrividisco al solo pensiero che potrei dividere consapevolmente un’intimità mia con altre persone … mi fa pensare ad un “made in China” più che ad un “made in Italy” … terribile, sprezzante, adatto a chi ha una bassa, bassissima considerazione di se stesso. Io forse ne ho troppa di considerazione verso di me per accettare vili compromessi, alternative di comodo e situazioni di equilibrio precario dove manca l’aspetto più importante: la scelta di voler stare insieme perché si sta bene incondizionatamente … resto pur sempre dalla filosofia “Due Cuori ed una Capanna”.
Per me l’Amore vero è questo … poi è legittimo confrontarsi anche in altre situazioni.

Si cerca solo l’aspetto sessuale? Basta dirlo, senza lusingare nessuno … si sceglie, ci si diverte sapendo che l’Amore è un’altra cosa.
Mi manca questa situazione nella mia esistenza … non l’ho mai cercata, ma se mi fosse capitata magari non avrei nemmeno detto di no … in fin dei conti bisogna anche divertirsi, l’importante è giocare a carte scoperte ed evitare psico-drammi che nascono da fraintendimenti. Semplice no?

Così scrissi anni fa:
“Talvolta ci si perde incantati ad osservare quella che sembra essere una stella … poi basta avvicinarsi un po’ per capire che non brilla di luce propria … bensì di luce riflessa … quella degli occhi di chi l’osserva.”
… e così penso ancora oggi. Gli abbagli sono il risultato della luce che riflettiamo negli altri, le stelle brillano di luce propria … non riflessa.

Va beh … sto divagando troppo … mi fermo che è meglio e vado a passeggiare con Muffino in compagnia dei miei bei pensieri.

“Più una persona sta bene da sola, più acquista valore la persona con cui decide di stare!”

Questa è una garanzia … che se mai accadrà che mi metta in gioco di nuovo è perché questa persona davvero avrà un valore inestimabile!

 

Un mio scritto del 25.07.2011 …

Stamattina facendo pulizia nel mio computer ho ritrovato una lettera a me stessa (mi scrivo spesso) di più di un anno fa … come cambiano le cose con il tempo? Che dura rileggere queste parole con la consapevolezza che di vero c’ero solo io, c’erano solo i miei sentimenti e le mie emozioni, mentre tutto il resto era uno dei più grandi Bluff mai vissuti … é la vita, no?
Sono felice di saper provare tanta immensità … e chissà che la vita presto o tardi restituisca ciò che ognuno merita.

“Avevo deciso di non scrivere più … o quanto meno di evitare di spargere le mie emozioni in mezzo ad una miriade di lettere e parole di cui sono la sola a poter dare la giusta interpretazione … stasera invece proprio non ce la faccio a tenermi tutto dentro.
Ho bisogno di far uscire questa “cosa” … giorno dopo giorno cresce sempre di più ed a fatica trova ancora spazio nella mia testa e nel mio cuore …
Funziona così! Arrivi ad un certo punto in cui “l’emozione in più” è talmente grande che non puoi fare a meno di darla in pasto a misere parole che si combinano tra loro di getto, così come te le sta sussurando il cuore … e non puoi esimerti dal dare una forma concreta e tangibile a quelli che, fino a poco fa, volevi restassero pensieri inviolabili ed invisibili.
Fino a poco fa solo io potevo vederli e sentirli … ora che li sto scrivendo diventeranno probabilmente banali riflessioni agli occhi dei più.

Ho letto una frase di recente, una frase di un film che mi è rimasta tatuata nella mente e dice:

“Ci eravamo sfiorati in uno dei più importanti modi. Per caso” (Richard Bach – Un ponte per l’eternità)

… ed è quello di cui mi sto, mio malgrado convincendo. Ci siamo sfiorati per caso … non era cercato l’incontro, mai e poi mai mi sarei azzardata ad immaginare anche un minuto prima di quel caffè insieme, che le nostre vite si sarebbero in qualche modo intrecciate da quel momento in poi. Così è stato.

Da allora ho rimescolato il mio bel mazzo di carte … forse era da tanto tempo che lo tenevo sopra al comodino a prendere la polvere … in attesa di non so bene cosa per mescolarlo e vedere che mano mi sarebbe capitata.
A dire il vero non l’ho ancora capito se ho delle carte vincenti, se dovrò bluffare o se alla fine, come spesso accade, il banco vince.
Non credo di volerlo sapere … che importanza ha? Nessuna … fintanto che vedrò solo le mie carte, la scelta sarà solo mia … sarò io che dovrò di volta in volta decidere se rilanciare, se passare la mano, se rischiare tutto o se alzarmi ed abbandonare il gioco.

Se dovessi cercare di descrivere il mio umore attuale … beh, la verità è che non saprei nemmeno io come definirlo.
Ci sono giorni in cui penso che Dio mi abbia dato la splendida opportunità di costruire il mio piccolo angolo di Paradiso nell’inferno che talvolta mi sembra di vivere … una famiglia dove sentimenti ed emozioni sono un qualcosa di “imbarazzante” … dove il fulcro di tutto è il lavoro.
Amo il mio lavoro … ma certe volte lo odio davvero tanto. Questo lavoro che spesso mi ha messo nella condizione di privarmi di ciò che il mio cuore desiderava … perchè c’erano sempre delle priorità “morali” relativamente al lavoro che nulla avevano a che fare con le mie emozioni.

Mi sembra di vivere due vite in questo periodo … una è quella in cui mi sento davvero me stessa e l’altra in cui mi sento solo la proiezione di sogni altrui …
Quale preferisco tra le due? Che domanda … la prima! Quella in cui mi sento io e basta.

Credo sia la prima volta nella mia vita in cui non riesco ad esprimere i miei sentimenti pur con la consapevolezza di provarli.
Sono sentimenti forti … che non avrei nemmeno pensato di riuscire a provare. Mi disorientano e non poco … e mi sento confusa, terribilmente confusa … tra la voglia di buttarmi a testa in giù in questa emozione e la maledetta paura di frantumarmi in mille e più pezzi.

L’altra sera lo guardavo mentre dormiva … e la mia testolina è partita con i suoi soliti dubbi che il più delle volte si sono rivelati traditori.
Lui che ora mi sta facendo toccare il cielo con un dito, lui che è entrato in punta di piedi nel mio cuore ed è riuscito, ciò nonostante a lasciare le proprie orme … sarà capace di ferirmi e ridurre a brandelli ciò che di buono resta di me?
Non ci voglio nemmeno pensare. Mi sono ripromessa di vivere alla giornata anche se più passa il tempo e più mi accorgo di quanto sia difficile restare fedele al mio idealismo, al mio desiderio di libertà assoluta …
Eppure lo devo a me stessa, devo riuscire a non cedere alle debolezze “umane” e mantenere un distacco di sicurezza da un possibile coinvolgimento maggiore.

Ho perfino paura a pensarli questi sentimenti … non li dico, non li scrivo e se provo ad immaginare quelle paroline scorrermi nella testa sento il bisogno di allontanare il pensiero.
Perchè devo definire ciò che provo? Perchè devo conformarmi alla mediocrità dell’essere umano che non è più capace di provare il più grande e meraviglioso dei sentimenti in silenzio? Perchè mai dovrei ridurmi a pronunciare o scrivere due parole che farebbero di me una persona uguale a tante altre.

Io pretendo da me stessa il silenzio. Voglio tacere … non voglio immiserire un sentimento così immenso.”